Cos’è la cedolare secca
- Marco D'Angelo
- 3 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
• È un regime opzionale introdotto dal D.Lgs. 23/2011.
• Sostituisce l’IRPEF, le addizionali regionali e comunali, oltre alle imposte di registro e di bollo sui contratti di locazione.
• L’aliquota varia in base al tipo di contratto:
• 21% per i contratti di locazione a canone libero.
• 10% (in alcuni casi confermata anche per il 2026) per i contratti a canone concordato, stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa.
📑 Quando si può applicare
• Solo persone fisiche che concedono in locazione immobili abitativi.
• Non è ammessa per immobili locati da società, enti o imprese.
• È valida anche per pertinenze (garage, cantine) se locate congiuntamente all’abitazione.
• Non si applica a immobili destinati a uso diverso dall’abitativo (uffici, negozi, capannoni).
• Il locatore deve rinunciare all’aggiornamento del canone, compreso l’adeguamento ISTAT.
• È possibile optare per la cedolare secca al momento della registrazione del contratto o nelle proroghe, tramite modello RLI.
📌 Vantaggi principali
• Semplificazione fiscale: un’imposta sostitutiva unica.
• Risparmio: niente imposta di registro e di bollo.
• Aliquote ridotte rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF.
• Contrasto agli affitti in nero, grazie a un regime più conveniente e trasparente.
⚖️ Novità recenti
• Dal 2024 e confermato nel 2026, per gli affitti brevi la cedolare secca può arrivare al 26% sugli immobili successivi al primo, mentre resta al 21% sul primo immobile locato.
• Sono in corso ulteriori chiarimenti giurisprudenziali sull’applicabilità quando il conduttore è un’impresa (ad esempio per uso foresteria).
✍️ Conclusione
La cedolare secca è una scelta strategica per i proprietari che vogliono semplificare la gestione fiscale e ridurre il carico tributario sugli affitti abitativi. Tuttavia, è fondamentale valutare caso per caso, considerando le regole di applicabilità e le novità normative, per evitare errori e contestazioni.

